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ITEK240 III00002Oggi vi presentiamo un ottimo AIO del marchio Itek, un nuovo dissipatore All In One per moderne CPU, avente un radiatore da 240mm di ultima generazione: LIQUY 240. Il modello si caratterizza da un prezzo di commercializzazione aggressivo, ma un design rodato ed efficiente. Sarà testato sulla nostra potente piattaforma Intel 2011. Scopriamolo insieme, buona lettura.

 

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Link al profilo aziendale Itek:

http://www.itek.it/it/profilo-aziendale

 

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Ricordiamo che saranno utilizzate le nuove metodiche di analisi, diversamente dalle procedure passate che ci hanno permesso di creare degli interessantissimi roundup termici. La nuova modalità sarà quindi la base per il prosieguo dei lavori. Tra le ottimizzazioni vi notifichiamo subito un forte miglioramento nella precisione del campionamento, abbattendo il deltaT (termico), e l'utilizzo di una singola sessione di carico a 4GHz, utilizzando la/e ventola/e in bundle con una rumorosità bassa e a 12V, oltre all'utilizzo di una o più ventole Noctua NF-F12 Focused Flow, per mostrare il comportamento a parità di sistema ventilante (Similmente a quanto fatto dal portale HardOCP nell'interessantissima comparativa Apples-To-Apples). Sono stati eseguiti moltissimi test di calibrazione quindi chi vi scrive è particolarmente orgoglioso del risultato conseguito. Possiamo assicurarvi che i risultati che vedrete sono frutto di un notevolissimo sforzo in materia, al fine di darvi il valore più corretto possibile, e confrome alla situazione reale. Tornando a noi, ecco qualche immagine introduttiva del modello:

 

Presentazione del produttore:

LIQUY 240 è un sistema all-in-one di raffreddamento a liquydo pre- riempito (esente quindi da manutenzione e ricariche), pratico e versatile. La pompa con cuscinetti in ceramica e la piastra base in rame, garantiscono una lunga durata, un ottima dissipazione ed un incredibile silenziosità. Il  waterblock,  con bracket Intel preinstallato, è compatibile con la maggior parte delle CPU Intel e AMD ed è di facile installazione. I tubi di gomma sono estremamente affidabili e permettono ottimi angoli di rotazione.  Le  due  ventole  da  120 mm incluse hanno la funzione PWM. 

 

Rimandiamo al capitolo “Configurazione di test” per le impostazioni utilizzate ed i dettagli. 

Link al sito del produttore:

http://www.itek.it/it/

 

Link alla presentazione del modello:

http://www.itek.it/it/dissipatori/dissipatori-a-liquydo/item/576-dissipatore-a-liquydo-liquy-240-240mm-skt-universale-pwm-silenzioso

 

Il prezzo proposto ammonta a circa 72 euro, IVA compresa.

Utilizzando il seguente link in fase di acquisto supporterete Xtremehardware in maniera del tutto gratuita: http://amzn.to/1WxfhpJ

 


 

DI seguito le immagini dell'ottimo confezionamento:

 

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Foto del bundle: 

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Segnaliamo che non è presente la dicitura RoHS; quest’ultima è la normativa 2002/95/CE (chiamata comunemente RoHS dall'inglese: Restriction of Hazardous Substances Directive), che sebbene sia stata adottata nel febbraio del 2003 dalla Comunità europea, impone alcune restrizioni sull'uso di determinate sostanze pericolose nella costruzione di vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Lista del materiale che troverete all’interno della confezione:

  • il dissipatore AIO
  • il manuale
  • il backplate
  • una piccola siringa contenente della generica pasta termoconduttiva
  • le viti per il montaggio
  • 4x viti lunghe per le due ventole da 120mm in dotazione
  • 2x ventole da 120mm Itek

 Diamo uno sguardo al manuale:

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Le ventole in dotazione sono di discreta qualità, non presentano eccessivi ticking (rumori derivanti dal bearing), anche se ovviamente non sono paragonabili alle soluzioni Noctua a bassi RPM. Nel complesso i valori di targa sono più che soddisfacenti, anche grazie al particolare frame interno che permette un aumento teorico della pressione statica, la quale a sua volta migliora leggermente le performance assolute con radiatori aventi uno spessore maggiore di 25mm. In termini puramente termici, il comportamento è superiore alla media, ragione per cui come vedremo qualora fosse sostituita da una Noctua NF-F12, ci sarebbero temperature leggermente inferiori. Data la tipologia del dissipatore, non c'è francamente necessità di ventole aventi una maggiore pressione statica e RPM più elevati poiché le potenzialità degli AIO sono tali per cui anche in questo caso si rimane soddisfatti.

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Riportiamo i dati effettivi di rotazione delle ventole e le features, ricordiamo inoltre che sono sensibili ad una variazione del 10%. A titolo informativo riportiamo il metodo di conversione tra portata in CFM e in metri cubi orari: m^3/h = CFM / 0.589

  • Dimensioni: 2x 120x120x25mm
  • Voltaggio: 12V
  • Velocità: 800 – 2200 RPM
  • Tipo cuscinetti: Long Life
  • Flusso d’aria: 96,8 CFM (Max)
  • Pressione: 2,6mm H2O (Max)
  • Rumorosità: <25dBA (Max)
  • Durata: 40,000 ore
  • Connettore: 4 Pin
  • Controllo PWM

Il cavo presenta un'ottima lunghezza, tale da non creare problemi in fase di cablaggio, sebbene sia presente uno sleeving elementare, ovvero mediante i singoli connettori di alimentazione, elementari, di colorazione nera.

E' tecnicamente possibile una configurazione Push/Pull ma non essendo fornite le viti per una seconda serie di ventole posteriori dovreste rimediarle altrove, in tutta onestà è un peccato; ciò avrebbe permesso un leggero miglioramento delle performance complessive. In quanto a dBA, come vedremo, la situazione è valida, per quanto l'MTBF teorico sia ordinario.

NOTA MISURAZIONI DELLA CASA MADRE: non sono da considerare i valori di targa perché non sono note le procedure di campionamento, quindi commentiamo solo ed esclusivamente quanto visto in prima persona, ma soprattutto quanto valide sono le performance sui dissipatori. Questo discorso vale sia per il CFM che per l’analisi in dBA. Noi testiamo direttamente la rumorosità e vi rimandiamo al capitolo dedicato alla descrizione della strumentazione utilizzata. Il CFM quindi è un parametro soggetto a molta diversità, e che può essere comparato solo con modelli della stessa casa produttrice.

Rumorosità:

Senza perderci in inutili feeling personali, vi invitiamo a visionare il valore di dBA dal grafico dei risultati del test di carico termico, e trarre le vostre conclusioni. Sappiate che la velocità di rotazione della ventola, essendo queste ultime PWM, è perfettamente configurabile quindiqualora si fosse in possesso di un fan controller o di una scheda madre dotata di connettori a 4 pin. 

 


 

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Radiatore, superficie dissipante e tubi

Il dissipatore, per chi non conoscesse la tipologia in questione, si presenta come un corpo dissipante dalla larghezza ed altezza grossomodo di due ventole da 120mm (radiatore), questo significa che sarà compatibile con la quasi totalità dei case moderni ATX di fascia media. Dal radiatore partono due tubi contenenti del liquydo refrigerante, sostanzialmente acqua e sostanze sia anticorrosive che antibatteriche o fungine, che finiscono la loro corsa all’interno di una struttura circolare che funge sia da waterblock che da pompa. Diversamente da altre soluzioni in commercio in questo caso non c’è nessun controllo diretto via software grazie ad un connettore USB di controllo della pompa, che avrebbe quindi permesso le regolazioni precedentemente menzionate. Questi connettori sono presenti su modelli di fascia elevata, quali ad esempio Corsair H100i, mediante determinati software in dotazione. A conti fatti, queste caratteristiche aggiuntive sono inutili per la quasi totalità dell'utenza, sebbene sia presente in questo caso un LED di stato nella parte superiore del waterblock, potenzialmente fastidiosi di notte se fortemente luminosi. La qualità del telaio e della pompa sono leggermente migliori della media, sinonimo che si è adottato un design rodato ma moderno, sebbene ormai quasi ordinario. I setti del radiatore presentano uno spessore molto sottile, una spaziatura classica ed una robustezza ordinaria.

Con due ventole da 120mm in dotazione:

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La tipologia delle tubazioni semra essere quasi identica ai vecchi modelli Corsair H100i, con qualche elemento più solido nella giunzione radiatore e tubazioni. Sono quindi robuste ma non eccessivamente rigide; non ci sarà il minimo problema di collasso o ripiegamento netto della guaina. La lunghezza delle tubazioni è modesta, ragion per cui sarebbe consigliabile montarlo nel classico posizionamento verticale in una conformazione ATX, ovvero con il radiatore a contatto con la parte superiore del telaio del case, con le ventole in esplusione. Il diametro dei tubi, reale, è leggermente inferiore a quello che potete osservare direttamente all’esterno, anche se diversamente dalle classiche tipologie di tubi FEP, sembrerebbe non esserci nessun problema per quanto concerne una forte resistenza laterale del fluido interno, contro le insenature radiali del tubo stesso. Sarebbe necessario segarlo in due, e si comprende chiaramente che ciò non è ovviamente possibile ai fini della recensione.

NOTA AIO: la tipologia, essendo molto diversa dai comuni dissipatori a torre, dovrebbe permettere in linea teorica di ottenere performance di dissipazione davvero molto elevate, se non addirittura al massimo possibile. Un radiatore di questo spessore per la sola CPU potrebbe arrivare a gestire un carico di lavoro pari e superiore a 250W, con il giusto connubio di ventole (caso estremo). Dissipatori a torre, per ottenere performance simili, devono essere o di dimensioni gigantesche, oppure di un materiale con più elevata dispersione termica, quale ad esempio il rame. Questo fu il caso, ad esempio, del Thermalright TRUE Copper, dal peso di due kilogrammi circa ; un tale peso può essere in grado di spaccare completamente il socket di una scheda madre, se in posizione verticale. Non è questo il caso con dissipatori AIO, che quindi non portano minimamente a nessuna deformazione del PCB della scheda madre, a patto che vengano installati come da manuale.

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Waterblock, base di contatto

La base non presenta della pasta termica preapplicata, fortunatamente, e si caratterizza per essere della medesima tipologia delle soluzioni Asetek di passata generazione. Non è un difetto poiché la qualità complessiva, in termini di performance e montaggio, è ottima. Pezzo unico e lavorato al tornio; l'uso di questo strumento è decisamente evidente ma d'altronde permette una valida levigazione, sebbene nel caso di basi di AIO non ci sia lappatura a specchio. Il waterblock presenta un frame in plastica quadrato, con una porzione superiore circolare recante il logo del produttore, anche se giudicando dal logo LIQUY in rilievo con i LED sottostanti accesi, si poteva certamente fare di meglio:

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E'necessario alimentare la pompa mediante un connettore a 3 PIN per il controllo tachimetrico.

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Diamo uno sguardo alle tolleranze:

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NOTA APPLICAZIONE: facciamo presente che per la stesura delle nostre recensioni qualsiasi pasta termica preapplicata viene levata, e viene spalmata della Arctic Cooling MX-4, con un metodo standard e con un sottile strato che massimizzerà quindi le performance teoriche dell’unità. Con i dissipatori AIO inoltre viene spalmato un sottile strato pre-applicazione nella parte centrale, al fine di colmare i gap di basi non perfettamente rifinite, come nel caso dei dissipatori HDT a contatto diretto. Vi mostriamo alcune fotografie della base di contatto e dell’installazione, che quindi è standard per tutti i dissipatori di questa tipologia:

NOTA BASE CONVESSA: la base leggermente convessa è stata un marchio di fabbrica della ditta Thermalright. E’ stata adottata in quanto il socket di ritenzione delle moderne CPU, a partire dalle soluzioni aventi socket 775, era solito presentare una curvatura leggermente concava, il che ovviamente era deleterio per l’efficienza massima di scambio termico. Con il dissipatore Thermalright Ultra-120 è stata introdotta in commercio ed è ormai molto comune l’adozione di questo sistema. Precisiamo però che con il moderno socket Sandy Bridge-E non è più presente nessuna concavità nel sistema di ritenzione, che risulta essere perfettamente lineare. La curvatura quindi è intenzionale poiché ovvia a problematiche potenziali di contatto con l’IHS della CPU spesso ricurvo a causa del sistema di ritenzione della scheda madre. Sul socket LGA 2011, questo problema non è presente e tale accorgimento non è a nostro avviso necessario: anche i dissipatori con superficie perfettamente planare generalmente riescono ad avere un’ottima impronta e quindi buone prestazioni.

NOTA QUALITA’ BASE:  una base di contatto che abbia un’elevata efficienza di dissipazione termica richiede una qualità intrinseca della superficie di scambio molto elevata. Ciò è possibile con procedure di lavorazione della base avanzate, che permettano di minimizzare le discrepanze orizzontali della base, che vengono colmate dalla pasta termoconduttiva. In questo campo viene utilizzato il termine “lappatura”, che quindi rappresenta proprio la qualità finale di questo processo. Con il termine “finitura a specchio” si indica invece una particolare lavorazione che porta ad avere una superficie di contatto perfettamente lucida, che rispecchia quindi la luce senza produrre deformazioni locali. Viene ottenuta con tecniche di lavorazione che utilizzano superfici abrasive molto sottili ed è comune in diversi marchi molto famosi, quali Scythe ad esempio.

Compatibilità con RAM ad elevato profilo

La compatibilità con RAM ad elevato profilo è massima, dato l'imgombro ridotto ai minimi termini. Utilizzando una scheda madre ASUS Rampage IV Extreme non ci sono stati problemi di compatibilità, o collisioni con i dissipatori laterali dei VRM.

Di seguito la procedura di montaggio del sistema di ritenzione, passo per passo:

1: situazione vergine

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2: fissaggio delle viti sul plate intel, da notare che non servono distanziatori nella parte inferiore, se non gli "screw pillars" per il socket 2011:

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3: fissaggio dei quattro dadi laterali

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Ricordate di connettere il cavo 3 PIN della pompa, oltre ai conenttori delle ventole da 120mm.

Sarebbe opportuno ricontrollare l'impronta termica, consigliamo una simile:

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Anno nuovo, vita nuova: data l’evoluzione costante delle procedure di test, dei software e fondamentalmente del portale XH, si è ritenuto opportuno integrare alcune modifiche alla procedura di test dei dissipatori, cercando di migliorare le modalità di analisi, ma soprattutto il grado di precisione delle stesse. D’ora in avanti, per quanto concerne le analisi dei dissipatori AIO, e top di gamma ad aria, sarà possibile avere misurazioni con un grado di precisione molto più elevato rispetto al passato, con un deltaT (termico) massimo di 0,1°C (quindi in senso positivo e negativo), rispetto allo 1,0°C precedente. Tale miglioria ovviamente comporta una nuova analisi comparativa, tale da rendere non compatibile le nuove, con le precedenti. Il fine ultimo è fornire dati il più possibile corretti, nei limiti dell’errore sperimentale, ragione per cui si è resa necessaria questa scelta; va da sé che la qualità della recensione stessa, per quanto concerne le misurazioni prodotte, sarà automaticamente migliore. Abbiamo testato il dissipatore sulla rodata piattaforma Intel X79, con socket LGA 2011. Il tutto è stato montato su di un banchetto aperto, con temperatura ambiente di circa 24°C. Abbiamo scelto di utilizzare come CPU l'Intel Core i7 3930K da 130W di TDP in quanto permette di stressare in modo adeguato il dissipatore, ed è semplicemente perfetto per i test termici per via di alcune caratteristiche fondamentali tra cui la tipologia di IHS, le sue dimensioni e non ultima per importanza la saldatura interna con il DIE. La massima temperatura sostenibile dalla CPU, prima di entrare in Thermal Throttling è 91°C. La superficie di contatto dell’IHS della CPU è pari a 38x38mm:

38x38 2011

Qui potete osservare in cosa consiste la piattaforma di test per il socket 2011:

METODOLOGIA test skt 2011 del 2016

Vogliamo far presente che per ragioni di libera riproducibilità dei nostri test, sono stati osservati i risultati tramite il software Coretemp in full load, ma sono stati campionati i risultati in base alle nuove metodiche di inizio 2016, aventi standard molto stringenti per quanto concerne il risultato finale  del test. E' stata riposta moltissima attenzione in fase di test, al fine di fornirvi dati reali con il miglior grado di accuratezza possibile, e deltaT ridotti all'osso. Potete stare certi che quello che leggete qui, a parità di configurazione e settaggi corrisponde, entro l’errore sperimentale, al valore vero.

  

NOTA RILEVAZIONE SW: siamo perfettamente al corrente che una rilevazione delle temperature mediante un software di controllo possa essere una modalità discutibile, e soggetta ad alcune variabili dei sensori termici interessati, però è stato scelto di procedere in questo modo per un semplice motivo ovvero la certezza che l’utente finale possa fare lo stesso, e ripetere i test effettuati nella recensione in esame. Vogliamo mostrare situazioni che voi stessi potete verificare, e che voi stessi troverete nel vostro sistema. Se avessimo scelto di testare il carico termico tramite metodi non convenzionali, si sarebbe perso il feeling diretto dell’analisi sulle moderne CPU, e quindi si sarebbe snaturato il senso di tali misurazioni e comparative, senza contare che si sarebbe fornito un risultato fondamentalmente inadatto a quelle che sono le necessità finali dell'utenza, ed anche fondamentalmente non corretto per via della non libera riproducibilità, potenziale, dei suddetti test. 

NOTA APPLICAZIONE: facciamo presente che per la stesura delle nostre recensioni qualsiasi pasta termica preapplicata viene levata, e viene spalmata della Arctic Cooling MX-4, con un metodo standard e con un sottile, ma uniforme, strato che massimizzerà quindi le performance teoriche dell’unità. Con i dissipatori AIO spesso viene spalmato un sottile strato pre-applicato nella parte centrale, al fine di colmare i gap di basi non perfettamente rifinite, come nel caso dei dissipatori HDT a contatto diretto (metodo fondamentale per un contatto ottimale con basi di questa tipologia)

Le temperature in full load sono state misurate dopo 45 minuti di stress con Prime95 “InPlaceLargeFFTs” (massimo stress e consumo), benchmark noto per la sua capacità di stressare pesantemente la CPU, ben più di qualsiasi videogioco, a cui seguono 15minuti di riposo, per un corretto ritorno alla temperatura standard di analisi termica. La pasta termica usata è l’Arctic Cooling MX-4, uno standard di utilizzo nelle nostre misurazioni e una delle migliori in commercio (stesura, tipologia, deltaT).

NOTA NUMERO TEST: precisiamo che se non doveste trovare dei test a 900/1000RPM a 4GHz, ciò significherebbe che il test termico è fallito e che quindi non è consigliabile utilizzare questo preset; facciamo presente questo perché altrimenti potrebbe sembrare che il test non sia stato fatto, ma è vero l’opposto. In casi del genere consigliamo di elevare il regime di rotazione e controllare direttamente le temperature, per evitare danni da surriscaldamento della CPU ed a componenti secondarie tra cui chip e VRM della scheda madre.

 

 


 

In questo capitolo analizzeremo brevemente la procedura di test e l’hardware utilizzato per le passate, presenti e future misurazioni fonometriche. Al fine di darvi un prodotto finale professionale, nei limiti imposti dall’assenza di una camera anecoica, è stato scelto il modello Lutron SL-4013, avente le seguenti caratteristiche tecniche:

  • Sonda separata, facile da usare
  • Pesatura A & C, a norme IEC 651 tipo 2
  • Microfono standard da 0.5"
  • Tempo di pesatura dinamico (Fast & Slow)
  • Uscita AC per espansione del sistema
  • Interfaccia seriale RS-232
  • Selezione portata automatica o manuale
  • Disponibile per regolazione calibrazione esterna
  • Microfono a condensatore per un'alta precisione e stabilità termica
  • Funzione memoria per registrare il valore minimo e massimo
  • Ritenuta e massima ritenuta dati
  • Ampio display LCD per una basso consumo e facile lettura anche in ambiente luminoso
  • Componenti a lunga durata ed involucro in plastica ABS leggero e robusto, manovrabile con una sola mano
  • Fornito con sonda, custodia per sonda e manuale

sl4013 features

Lo strumento si è rivelato davvero molto buono per queste misurazioni, ed ha offerto valori comparabili e interessanti, il tutto nella completa riproducibilità dei test e nel rispetto delle procedure standard di misurazione, che nel nostro caso risultano essere le seguenti:

  • utilizzo di un cavalletto per il montaggio diretto dell’unità
  • posizionamento della sonda a 30cm dal campione di test
  • test eseguito in un ambiente a dBA fisso di circa 33.2
  • settaggio dell’unità in “Slow mode” e pesatura “A”, con un range da 30 ad 80 dBA

Lo strumento è quindi in classe 2 ed è dotato di un’uscita RS-232. La rumorosità viene registrata in relazione agli RPM, derivanti da un Fan controller dedicato della marca Lamptron, il modello FC5-V2.

 

 


 

4.0 GHz, ventole stock @LOW RPM

4000 low 

Eccellente risultato, sebbene la rumorosità sia oggettivamente più elevata 

 

4.0 GHz, ventole stock @12V

4000 hi 

Il primato termico è evidente, a discapito però del risultato acustico. Ciò nonostante non siamo dinanzi a valori particolarmente molesti.

 

4.0 GHz, ventole Noctua NF-F12@12V

4000 hinoc 

Si evidenzia un leggero peggioramento dovuto all'installazione delle NFF12, ragione per cui l'ammontare in RPM decisamente più elevato permette un leggero incremento di performance, a dispetto del profilo acustico. A conti fatti, considerando gli importi complessivi, è consigliabile abbassare l'RPM delle ventole, per avere comunque eccellenti performance. 

Ricordiamo che la rumorosità ambientale viene misurata in scala A, ragione per cui il valore di 33 dB(A) rappresenta una forte silenziosità; i valori inferiori a questa soglia, riportati dalle case produttrici, non sono ottenibili se non all'interno di costosissime camere fonoisolate (anecoiche per l'appunto), mediante strumentazione altamente costosa che necessita calibrazioni ad-hoc. Riportiamo una scala di valori compatibile con le misurazioni acustiche:

DATI RUMOROSITÀ AMBIENTALE

Modifiche e test accessori

Sarebbe possibile cambiare le ventole in dotazione macambiarle, date le potenzialità dell'AIO, è molto relativo.

 


 

 

Oro HD newbest buy

Prestazioni

4,5 stelle

Molto valide, il prezzo da pagare però è il profilo acustico

Prezzo

5 stelle

Forse anche eccessivamente concorrenziale, sintomo della crisi in un settore ormai giunto a saturazione

Design

4 stelle

Elementare ma valido, qualche pecca estetica ma totalmente ininfluente

Bundle

4 stelle

Avremmo gradito la presenza di almeno 8 viti per le ventole

Ventola

4,5 stelle

Due modelli molto validi, sebbene più rumorosi della concorrenza, a patto che ovviamente lavorino a 12V. Configurandole ad RPM inferiori la situazione ovviamente, per quanto concerne la rumorosità complessiva, migliora

Montaggio

5 stelle

Eccellente

Complessivo

4,5 stelle

Il modello Itek LIQUY 240mm è un AIO moderno, relativamente standard per concezione ma dall'eccellente rapporto performance/prezzo di acquisto. Il prezzo è decisamente aggressivo, ma le performance sono notevoli. Permette la dissipazione di CPU aventi un elevato TDP, specialmente in sede di overclock. La disponibilità in commercio è immediata, e ve ne consigliamo caldamente l'acquisto. Disponibile su amazon alla cifra di 72 euro IVA compresa, al seguente link: http://amzn.to/1WxfhpJ

Punti di forza:

  • Prestazioni elevate
  • Poliedrico
  • Due ventole da 120mm in dotazione di discreta qualità
  • Push/Pull potenziale, sebbene manchino le viti per il supporto delle ventole addizionali
  • Silenziosità discreta, se gestito correttamente
  • Pompa di discreta qualità e molto silenziosa
  • Prezzo forse addirittura eccessivamente aggressivo

Al fine di migliorare la qualità dei prodotti, abbiamo pensato di inserire una serie di consigli  tecnici, di modo che sia possibile visionare i punti da modificare per le prossime revisioni. Si badi bene però che sono considerazioni opinabili e non correlate alle intenzioni del produttore, che ovviamente ritiene, in base alla propria organizzazione dei modelli sul mercato, cosa è giusto fare. Xtremehardware consiglia dunque le seguenti modifiche strutturali:

  • Aggiungere almeno altre 8 viti per una seconda coppia di ventole

Si ringrazia Itek per il prodotto fornitoci in test.

Trinca Matteo

 

 

 

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